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Raccontava Carlo Ancelotti che ne rimase incantato durante il Mondiale in Russia. Lui, Carletto, aveva appena firmato per il Napoli ma mantenne l’esclusiva per le telecronache della tv messicana per quell’edizione sciagurata (per l’Italia) della Coppa del Mondo. E Lozano, da quelle parti, era (ma lo è ancora) una specie di Messi col sombrero. Il primo assalto andò a vuoto ma già da quell’estate a Dimaro il tecnico emiliano iniziò a parlare a De Laurentiis di questa stella che avrebbe, peraltro, pure aperto alla possibilità di far sbarcare la serie A nel Paese del CentroAmerica. Per far felice Ancelotti, De Laurentiis questa estate è salito fine alla cifra record di 40 milioni per acquistare Hirving Lozano. Il messicano è il calciatore più pagato della storia azzurra. E dunque, il suo rendimento è totalmente deludente. Lo è stato con Ancelotti, che pur gli ha dato (e ci mancherebbe pure) totale fiducia facendolo giocare titolare in tutte le gare di Champions (tranne l’ultima con il Genk) e lo è stato soprattutto con Gattuso che mai, neppure una volta, ha pensato di inserirlo nell’undici di partenza. Colpa di un carattere malinconico, di una difficoltà ad ambientarsi e persino ad imparare l’italiano, nonostante un insegnante messo a disposizione del club fin dal primo giorno. Il ritorno in campo tra poche settimane sarà una grande occasione per capire cosa sarà di lui: ovvio che De Laurentiis sa bene che liberarsene adesso significa quasi svenderlo, ovvero cederlo a un prezzo (assai) inferiore a quei 40 milioni sborsati al Psv appena 10 mesi fa.

Carlo Ancelotti

Per Ancelotti poteva giocare ovunque, «volendo anche prima punta». Per Gattuso invece «può essere un esterno», ovvero il vice di Insigne. Solo che poiché non poteva garantirgli la fase difensiva che invece gli garantisce Insigne, ecco che nelle gerarchie è stato scavalcato persino da Elmas, il macedone su cui Gattuso è pronto a scommettere che diventerà un campionato. El Chucky, la bambola assassina, da dicembre a marzo è stato trattato come un flop qualsiasi. Dal più costoso attaccante della storia del Napoli ci si attende il record di gol. Macché: 3 reti appena, quello alla Juventus, un altro al Milan e al Salisburgo nell’1-1 al San Paolo. Per il resto, quasi sempre non pervenuto. Storia passata. Resta adesso da fare i conti con quel che può dare Lozano. Certo, siamo praticamente al culmine dell’assurdità, perché è evidente che Lozano sia stato trapiantato dal campionato olandese in maniera traumatica. Fino allo stop per Coronavirus ha deluso, e non poco: il calcio non è un diagramma economico. È anche sangue, lacrime, cuore. Dove Lozano, al momento, risponde assente. Gattuso sa bene che De Laurentiis, quando la serie A ripartirà, vorrebbe che il messicano giocasse di più. Non glielo nasconde, figurarsi se il presidente tiene per sé questi argomenti. Lui, le sue occasioni le avrà: perché Gattuso prevede soprattutto all’inizio un turnover continuo, visto che si giocherà ogni tre giorni e dopo uno stop di tre mesi. Quindi, la formazione può cambiare di continuo: Lozano ha le ultime occasioni per far capire il suo valore. Altrimenti, sotto con le offerte. Che al momento sono timide: il solito Everton, che già è in pole per Allan, potrebbe essere una ciambella di salvataggio per tutti. Ma è ancora presto per parlare di trattativa. MATTINO.IT

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