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Oggi Mauro Icardi dovrebbe dire no al Napoli. Ma a cosa direbbe no? A uno dei migliori luna-park per centravanti che esistano al mondo. Classifica assist del campionato 2018-19: primo Mertens, col Papu Gomez, 11 assist; un gradino sotto Callejon (10); poco più in basso Insigne (6). In tutto fanno 27 assist. I primi tre della Juve tritatutto (CR7, Pjanic e Mandzukic) ne sommano 7 in meno. I primi tre dell’Inter non figurano nelle prime 24 posizioni. Alla batteria azzurra si è appena aggiunto Hirving Lozano che nella stagione scorsa ha recapitato 12 assist (uno in Champions). Senza contare la crescita d Fabian Ruiz, in odore di consacrazione. Prendiamo ora la graduatoria dei tiri verso la porta. Primo il Napoli, unica squadra oltre quota 700: 706. La Juve tiranna ha sparato quasi 100 cartucce in meno: 609. L’Inter ha tirato 634 volte. Restringiamo la ricerca ai tiri nello specchio. Sempre primo il Napoli (236), Juve quarta (201), Inter quinta (199). Morale: Icardi, che nelle ultime tormentate stagioni all’Inter, ha dovuto spesso mungere un gol da mezza occasione e ha segnato sempre tanto comunque, a Napoli, sollecitato di continuo, coccolato dai rifornitori, potrebbe far risplendere al massimo le sue eccezionali qualità di realizzatore.

LA GUIDA

Icardi poi direbbe no a Carlo Ancelotti, un allenatore che ha sempre viziato i suoi 9. Ok, ha allenato fuoriclasse e ha sempre guidato squadroni. Fate tutte le tare che volete, ma Carletto qualche merito l’avrà pure avuto se Shevchenko ha fatto 24 gol in 32 partite (Milan 2003-04), Drogba 29 in 32 (Chelsea 2009-10), Ibra 30 su 34 (Psg ’12-13), CR7 48 in 35 (Real Madrid ’14-15), Lewandowski 30 su 33 (Bayern Monaco ’16-17). Gol a parte, Ancelotti, paterno, filosofico, emilianamente morbido sarebbe la convalescenza tecnica ideale per un ragazzo che è andato a sbattere in modo traumatico contro la spigolosità toscana di Spalletti e contro la porta in faccia di Conte. Pensate quanto abbia fatto bene a Pippo Inzaghi l’affetto di Ancelotti. E Napoli sarebbe la città ideale per riscaldarsi il cuore dopo tanto gelo: prima Maxi e lo spogliatoio dell’Argentina, poi gli ultrà dell’Inter, infine i Perisic… Se Napoli decide di amarti, ti rimette al mondo. Se sei un argentino che impugna la causa di un popolo e lo aiuti a vincere, può anche dedicarti una chiesa e stamparti sui muri. Icardi, nato a Rosario, la città del Che, tatuato sulla pelle di Diego, dovrebbe intuire meglio di altri quanto varrebbe uno scudetto rivoluzionario dopo gli 8 della Juve e quanta gloria porterebbe. Troppo legato a Milano e alla bella casa in costruzione? Qualche buono scorcio lo offre anche il Golfo. Con tutto il rispetto per il Lago di Como, meglio un tuffo a Capri, a patto di centrare il mare come non riuscì al Pipita. Wanda troverebbe scenari ideali per i selfie e davanti al meraviglioso Cristo Velato, probabilmente proverebbe perfino l’istinto di coprirsi. Oggi Icardi dovrebbe dire no al Napoli. Ma l’avrà capito a che cosa dice no? Luigi Garlando per la Gazzetta dello Sport

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