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Il momento del calcio italiano ed europeo rispetto al VAR è quantomeno contraddittorio. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, se in Champions il VAR non c’è per scelta della Uefa, la Serie A potrebbe tornare a questo stato antico dopo due anni di sperimentazione, uno di test off-line e uno di applicazione vera.

C’è una crisi di rigetto per la novità, forse per il malessere diffuso di una parte degli arbitri che vogliono invece rivendicare la centralità del ruolo sul campo. Di sicuro il VAR ha scalato una marcia e rallentato la velocità: dalla portata dirompente e rivoluzionaria del girone d’andata ha assunto ora una posizione più discreta e meno invasiva.

A gennaio, la situazione era la seguente: 1078 verifiche con la moviola, 60 decisioni corrette in 210 partite, 11 errori, di cui 7 decisivi ai fini del risultato. Inoltre erano state illustrate le prime variazioni al protocollo, lasciando più discrezionalità ai guardalinee sul fuorigioco e chiedendo invece di rivedere al monitor ogni fallo di mano in area. Quello che è sotto gli occhi di tutti è che, adesso, gli stessi provano a fidarsi più del proprio occhio e ricorrono sempre meno al video. Anche a costo di sbagliare.

Nella prima metà del torneo, il VAR ha assegnato 18 rigori in più e ne ha cancellati 7 già fischiati sul campo. Nel ritorno, fin qui ne ha aggiunti solo 4 in più e ne ha cassati altrettanti. Non è un caso: sulla valutazione dei contatti la discrezionalità del direttore di gara resiste ancora all’evidenza della TV.

In questo modo, però aumentano gli errori evidenti. Nel pezzo, questa ricognizione è dell’ex arbitro internazionale Pieri. Ma la sensazione è diffusa, e percettibile. Così come è percettibile la confusione rispetto alla ricezione del mezzo. La Uefa non riesce a cedere alla tentazione di adottare il VAR, esattamente come la Premier. In Liga sarà implementata dalla prossima stagione, ci sarà ai Mondiali. Noi l’abbiamo voluta, la stiamo utilizzando, con qualche picco verso l’alto e ora verso il basso. Ma le rivoluzioni sono sempre complicate. Calcionapoli1926.it

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