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La storia porta il suo nome. Marek Hamsik.

Il capitano azzurro supera l’insuperabile e diventa il simbolo del suo popolo. Un legame, da sempre, viscerale, la strada che passo dopo passo l’ha portato a diventare una bandiera come quelle che, nel calcio, non esistevano più. Arrivato a Napoli era un ragazzino, qui è cresciuto onorando sempre questi colori e la sua gente. Non ha mai tradito Marek, non ha mai sbagliato, non ha mai parlato a sproposito. L’unico capitano che questa squadra potesse realmente avere. 116 volte Hamsik in maglia azzurra. Scavalca Maradona nel suo tempio e lo fa con rispetto, con il lavoro e con il silenzio ma la storia parla chiaro. Nessuno ha mai segnato quanto ha segnato Marek Hamsik. Contro la Samp, però, si era messo tutto in salita con il vantaggio di Ramirez prima (raggiunto dalla rete di Allan) e di Quagliarella poi (ritornato finalmente a casa). La squadra di Sarri, però, non aveva nessuna intenzione di mollare il primato ed ecco che Insigne ed Hamsik rimettono a posto il risultato. La prima frazione di gioco si chiude con il Napoli in vantaggio per 3 a 2 e così si arriverà fino al novantesimo.

Il film della partita ha un solo protagonista: Allan Marques Loureiro. Detto, più semplicemente, Allan. Maestoso dal primo all’ultimo secondo. Il brasiliano mette in mostra polmoni d’acciaio, costanza di ferro e piedi di velluto; instancabile e sempre lucido, un pilastro per il centrocampo azzurro. Forte, forte veramente. Assieme a lui anche Mertens appare, da subito, ispirato. Il belga non trova la rete ma torna ad essere continua fonte d’ispirazione per l’attacco azzurro. Due assist e lo zampino nel primo gol, sono il bottino che porta a casa il centravanti e, come punto di (ri)partenza, sembrano di ottimo auspicio.

Adesso tutti a festeggiare il Natale con la gioia e la leggerezza di chi merita di stare più in alto degli altri.

 

“L’AMMORE E’ FATTO A COSELLE”.

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