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Ci sarà ancheAurelio De Laurentiis in redazione al Corriere dello Sport-Stadio per una forum sulla la crisi del calcio italiano e le chiavi del rilancio dal titolo “Il calcio che vogliamo”. Il forum vedrà la partecipazione di Giovanni Malagò, presidente del Coni, di Roberto Mancini, ct della Nazionale, di Gabriele Gravina, presidente della Figc, di Gaetano Miccichè, presidente della Lega di A, di Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, di Claudio Lotito, presidente della Lazio, di Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, di Cosimo Sibilia, presidente della Lega Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc, di Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, di Nicola Rizzoli, designatore della Can A, di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e di Giovanni Branchini, procuratore sportivo. Presenti anche i giornalisti Ferri di Sky, Liguori del Tgcom, Mimun del Tg5.

Quattro gli argomenti che verranno affrontati: 1) Italia-Europa, le ragioni di un divario; 2) I Club e la difficoltà di fare sistema; 3) Violenza e razzismo, sfida di sicurezza e cultura; 4) Stadi, il prezzo alto di un’incompiuta. 

12.20 – Hanno preso posto tutti gli ospiti annunciati. Inizia il forum

12.25 – Mancini sul gap tra la Juve e le altre: “La Juve ha lavorato molto bene in questi anni, ha una rosa ampia, molto migliore delle altre, ha costruito lo stadio che è una fonte importante per una società e non è un caso che abbia vinto. La rosa è forte e la migliora ogni anno, per loro il target è la Champions e continua a vincere il campionato”.  Gabriele Gravina, presidente della Figc: “Credo che la storia si ripeta perché il calcio non ha una dimensione imprenditoriale diversa da altre aree economiche. Il calcio ha interessi economici e ha bisogno di percorsi importanti per crescere. Il mondo del calcio ultimamente vive una criticità e ha bisogno di regole per un nuovo cambiamento. Io avevo parlato di playoff e playout in serie A, so che la mia può essere una provocazione ma è un’idea secondo me interessante e da approfondire”

Presidente Lega Miccichè: “Io sono l’ultimo arrivato, dopo una Figc commissariata, ma non dire che siamo messi così male. C’è una squadra che primeggia con una struttura organizzativa leader ma a due giornate dalla fine abbiamo sei squadre che lottano per la Champions ed altre che lottano per non retrocedere. Al di là del predominio della Juve, che l’anno scorso a questo punto aveva il Napoli ancora a un punto. Il tema c’è, ma non è così rilevante. Il tema più importante è la composizione dei ricavi, basati sui diritti tv mentre prima era sui biglietti. Oggi il 65%-70% arrivano dalle tv, diritti tv venduti a soggetti internazionali, proprietari che investono dagli Usa in vari sport, hanno i rendiconti ma non sanno manco i colori delle maglie delle squadre. Tv daranno meno soldi? Siamo convinti di avere un prodotto bello e interessante che vendremo tra due anni in modo migliore ed a cifre più alte. Certo che la Premier è un’altra cosa, ma il fatturato del calcio italiano è analogo a Spagna e Germania”.

12.40 – Presidente del Coni Malagò: “Lega e Figc ora sono in buone mani, si va nella giusta direzione, compatti. Io parto sempre dalla casa, le società non riescono a fare la loro attività senza una casa, un impianto. Crei fidelizzazioni, servizi, integrazione, spirito di squadra. In Serie A ce l’ha il Sassuolo, che nasce da una storia atipica con la Reggiana, trasferendosi in un altro posto, forse anche avverso per le tifoserie. Udine che identifica l’intera regione, non succede da altre parte e li hanno aiutati anche col naming, ci hanno messo 20 anni in una città in cui la burocrazia esiste meno da altre parte e poi la Juventus, ma grazie ad un evento straordinario, l’unica città con meno di un milione di abitanti che ha due società in due stadi diversi. La Juve ha potuto farlo perché il Torino ha preso un altro stadio, il Comunale, grazie alle Olimpiadi del 2006. Senza lo stadio Olimpico pubblico non avremmo un impianto per il match dell’europeo 2020. Quello della Juve non ha la capienza sufficiente, il Meazza già non ha i parametri che soddisfano l’Uefa per un girone eliminatorio dell’europeo. Questo dice tutto. La madre di tutte le battaglie è questa, non c’è altro. Non ce la faremo mai, poi magari club più piccoli con impianti meno complessi faranno prima di altri, ma non c’è collettività e come fare una maratona con 10kg sulle spalle perché il prodotto poi è difficile da vendere televisivamente. Addirittura rinviamo il mondiale di rugby perchè lo stadio per il rugby è sempre l’Olimpico che è per il calcio”.

12.50  ADL interrogato sui problemi per gli stadi: “Ringrazio Malagò per questa introduzione. Vorrei fare una precisazione, 75mln di euro gratuitamente da Sportfive per aver fato scadere un quinquennio in cui non si sono messi d’accordo… in realtà i 125mln dello Stadium sono costati soltanto 50. E vogliamo dire che la famiglia Agnelli ha un certo potere in quella zona per aumentare i propri investimenti? Nonostante questo ha avuto bisogno di un fondo con un interesse al 3%. Questo la dice lunga. Non dimentichiamo che il Napoli in uno stadio così compromesso, avendo dalla regione 25mln per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per gestirli ed evitare dei dirottamenti che in Italia sono abituali e andiamo avanti. Vedremo uno stadio rivoltato, io ho intenzione di investire altri soldi nello stadio, avremo il rinnovo di una convenzione lunga che ci darà possibilità di investire. Il problema vero però credo sia un problema noioso, pieno di tattica, diverso da quello inglese, ricordate che dopo 10′ erano 2-2. La Juve ha 10 punti in più del Napoli, il Napoli altrettanti di vantaggio su quelle dietri, quindi qualcosa non funziona. O non funziona il poter spendere più di quanto si fattura, il Napoli non ha 1 euro di debito con le banche, bisognerebbe far luce, Gravina lo sa, ma i campionato ripartono con debiti e club che continuano ad indebitarsi, in un calcio dove si sprona a spendere come al colosseo, alla ricerca di nomi di divi e non di giocatori buoni. Ma dove va il calcio del prossimo ventennio? I ragazzini stanno sulle piattaforme a giocare, mio nipote non resiste nel guardare la partita e corre a giocare a Fornite, non è più uno spettacolo per giovanissimi. Dobbiamo affrontare anche questo problema, pure come regole, comprare mille giocatori ma fare solo tre cambi. A volte è industria, altre volte è sport, mettiamoci d’accordo, vogliamo rinnovarci o no altrimenti saremo sempre perdenti. Vi faccio un esempio, Lotti, bravissima persona, cosa c’entrava con questo sport? Ha fatto casini enormi sullo stadio, poi se entriamo nel merito delle altre chi ha gli stadi che fa… Poi il calcio inglese ha avuto riforme, il ministero dell’interno è assente e si nasconde. Abbiamo lo spaccio della droga dentro gli stadi, parliamo delle curve come tifo sano, ma il tifo sano delle curve non può partecipare, non può parlare, non può stare in quel posto perché 400-1000-2000 tolgono i posti che dicono loro ai tifosi. Perché mi scrivono contro? L’hanno fatto con Sarri che è stato una intuizione, ora tutti ne parlano, io quando l’ho preso mi hanno contestato in tutta la città. I Daspo ad esempio si possono fare anche a chi ha commesso reati nell’arco di cinque anni, ma i questori si cacano sotto di daspare, dovrebbe essere automatico. Ci fanno pagare anche al polizia che è fuori dagli stadi, poi gli steward invece dentro”.

Tuttonapoli

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