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Non si sente un campione al tramonto, non gli piace questa sensazione che da tempo gli dà il Napoli di poter fare a meno di lui. José Callejon vive questi giorni sapendo che potrebbero essere gli ultimi con la maglia azzurra. E tutto, mai come adesso, dipende da lui. All’improvviso è spuntata fuori una richiesta economica per continuare a giocare con il Napoli fino al 31 agosto. E la condizione dettata dal suo agente Quilon non è piaciuta a De Laurentiis: perché l’avvocato di Madrid, ex consulente anche di Benitez, pare abbia chiesto un ingaggio di circa 290mila euro al mese, ovvero circa 580 mila euro per arrivare al 31 agosto. In pratica, altre due mensilità, tenendo conto che l’ingaggio annuale dello spagnolo è di 3,5 milioni. In effetti, dietro le richieste del manager c’è un timore molto umano: perché Callejon non ha ancora raggiunto un accordo con un altro club (Siviglia e Valencia non hanno fretta) e teme, ragionevolmente, di potersi infortunare in questo periodo estivo. Il che gli impedirebbe di poter trovare una sistemazione nell’immediato.
  
È probabile che nelle prossime ore, magari dopo la partita con la Spal, De Laurentiis e Callejon si possano incontrare per affrontare la questione: José in un primo momento aveva accettato di concludere la stagione con la maglia azzurra senza pretendere altro. Poi il ripensamento, dietro consiglio dell’agente. D’altronde, sotto il profilo formale, il sindacato dei calciatore dà ragione a Callejon: «Evita contenziosi – c’è scritto in una nota di ieri inviata a tutti – ma nessuno potrà obbligarti a sottoscrivere un accordo di prosecuzione del rapporto lavoro per il periodo dal 01/07/2020 al 31/08/2020. Analogamente, nessuno può importi di firmare un accordo che preveda un obbligo di prestazione lavorativa per luglio e agosto 2020 senza retribuzione. Le norme sui contratti di lavoro, non ultima la legge n. 91/1981 sul lavoro sportivo, riconoscono espressamente l’onerosità della prestazione». Ma il Napoli non si aspettava questa presa di posizione. Anche perché, come promesso durante i festeggiamenti per la vittoria della Coppa Italia, ieri è arrivato il pagamento della contesa mensilità di marzo che – a dire il vero – quasi nessun club ha pagato ai propri tesserati. E se, come promesso da De Laurentiis a Gattuso, anche gli stipendi di aprile e maggio verranno corrisposti per intero entro la fine di agosto (senza essere tagliati o spalmati nella prossima stagione), davvero i giocatori del Napoli riceverebbero un trattamento di lusso, a paragone di tanti altri colleghi di serie A. In ogni caso, comunque vada, nulla scalfirà i sette anni vissuti da Callejon al Napoli: 338 partite e 80 gol. La sua è una stoffa nobile, la stoffa del campione. Che merita, in ogni caso, un grande tributo per quello che ha fatto. 
  
Come già da tempo raccontato, le multe per l’ammutinamento della notte con il Salisburgo sono in un angolo. Praticamente dimenticate da dicembre, da quando è arrivato Gattuso. Dopo l’invio delle sanzioni e la nomina dell’arbitro da parte della società, Bruno Piacci, i calciatori hanno individuato ciascuno il proprio arbitro. Gli arbitrati sono in totale 24. Servirebbe la nomina del terzo arbitro per risolvere le singole controversie e arrivare al lodo: ma nessun collegio è stato completato. Da allora, ovviamente il Napoli, avrebbe dovuto sollecitare i presidenti dei tribunali di Roma e Napoli (competenti per gli arbitrati) per la nomina del terzo arbitro. E nessuno lo ha fatto. A testimonianza che il Napoli non ha intenzione di dare seguito alla richiesta di pagamento delle sanzioni. Ed era stata, anche questa, una promessa di De Laurentiis: non pensate alle multe, pensate a vincere e a rialzare la testa. Pino Taormina per Il Mattino

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