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Dino Zoff, ex portiere di Napoli e Juventus ed ex capitano e ct della Nazionale, intervistato dal Corriere dello Sport.

Dica la verità, Zoff: ma la Supercoppa ce l’ha un valore o gli viene riconosciuto, semmai, soltanto in caso di sconfitta? “Beh: quando si perde, si fa sempre in tempo a costruire processi. Però, i trofei pesano e contano, danno gioia ed allegria e poi nessuno vuole uscire dal campo battuto”. 

Le partite secche hanno un padrone, in genere. “Ma stavolta si vive nell’incertezza, perché l’ultima di campionato ha regalato giudizi inaspettati: lo è stato il 6-0 del Napoli sulla Fiorentina e anche il modo in cui la Juventus è uscita da San Siro. Non sappiamo se ci siano elementi di casualità in queste gare”. 

Juventus e Napoli ha un suo fascino sempre. “Direi proprio di sì. Siamo al cospetto di un livello altissimo e in questa stagione così diversa può anche capitare di imbattersi in qualche giornata storta. Il Napoli stesso, dieci giorni fa, non era sostenuto da giudizi lusinghieri. Però nel medio termine qualcosa ha fatto vedere, come la Juventus”.

Gattuso ha trovato certezze in un risultato che può incoraggiare. “Sempre meglio presentarsi alla finale di Reggio Emilia con un 6-0 che con le perplessità successive alla sfortunata sconfitta con lo Spezia, che rientra tra le fatalità. Ma il Napoli ha consistenza, ha calciatori di talento”.

Se lei fosse Gattuso della Vecchia Signora non si fiderebbe… “E penso che non lo faccia, che ignori il particolare di domenica scorsa. Io in novanta minuti un po’ strani non riesco a cogliere segnali di disfatta. Certo, non è andata come chiunque si aspettava. Ma è stata una serata. Abbiamo idea di chi giochi nella Juventus, non stiamo neanche qui a ripetere la formazione e la panchina”.

Pirlo e Gattuso allo specchio. “Entrambi portano con sé il proprio vissuto, fatto di affermazioni in carriere esaltanti. Poi è evidente, e lo sanno entrambi, che adesso si sono calati in una dimensione diversa. Ma la cultura calcistica è imponente, un bagaglio enorme sia per l’uno che per l’altro. Ognuno ha la propria personalità, il carisma per farsi seguire. E però nel calcio spesso si ha fretta ed ora, con queste condizioni complessive ed i fattori esterni, bisogna essere più tolleranti”.

E Insigne è diventato il leader tecnico. “Piace un sacco a me, come a tutti. Fa cose che incantano. E’ ormai importante per il Napoli e anche per la Nazionale. Può diventare determinante, ma queste sono investiture che possono dare gli allenatori, quindi Gattuso e Mancini, non io che osservo da lontano”.

Ci sono cinque mesi davanti a noi, cosa succederà? “Io credo che nulla sia deciso. Che la Supercoppa di domani sia in gioco e che lo scudetto non possa dirsi né assegnato, né indirizzato. Se lo giocheranno in tante, tutte quelle che sembrano attrezzate, e la Juventus ed il Napoli sono tra queste. Ecco perché ci divertiremo”.

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