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Ecco quanto scrive il Corriere dello Sport: “Il rischio, oramai, e che questa stagione si trasformi in agonia: e per uscire da questa forma di accanimento terapeutico, dopo la dodicesima sconfitta stagionale, Aurelio De Laurentiis ha chiesto almeno che calasse il silenziointorno al Napoli. Non si può tornare indietro, certo che no e ormai Verona dista ventotto giorni: dentro ci sono finite una serie di nuove sciagurate serate che hanno demolito quest’annata piena di nulla e la Champions League comincia a diventare un punticino che si perde nell’oscurità. Fu al «Bentegodi», quando annusò il pericolo, che De Laurentiis avrebbe voluto imporre la svolta che, invece, ha soffocato e adesso che la situazione sta precipitando, niente più Coppa Italia e (quasi) niente Europa League, praticamente niente di niente, il sospetto di essere in prossimità di un fallimento tecnico che si trasformerebbe in un disastro economico lo induce a starsene da solo, evitando di ascoltare almeno il chiacchiericcio del dopo-partita. La riflessione è prolungata, insegue una decisione che possa trasmettere una speranza e sospettare ch’esista una via di fuga da una realtà disperatamente irritante. Il rischio, oramai, e che questa stagione si trasformi in agonia: e per uscire da questa forma di accanimento terapeutico, dopo la dodicesima sconfitta stagionale, Aurelio De Laurentiis ha chiesto almeno che calasse il silenziointorno al Napoli. Non si può tornare indietro, certo che no e ormai Verona dista ventotto giorni: dentro ci sono finite una serie di nuove sciagurate serate che hanno demolito quest’annata piena di nulla e la Champions League comincia a diventare un punticino che si perde nell’oscurità. Fu al «Bentegodi», quando annusò il pericolo, che De Laurentiis avrebbe voluto imporre la svolta che, invece, ha soffocato e adesso che la situazione sta precipitando, niente più Coppa Italia e (quasi) niente Europa League, praticamente niente di niente, il sospetto di essere in prossimità di un fallimento tecnico che si trasformerebbe in un disastro economico lo induce a starsene da solo, evitando di ascoltare almeno il chiacchiericcio del dopo-partita. La riflessione è prolungata, insegue una decisione che possa trasmettere una speranza e sospettare ch’esista una via di fuga da una realtà disperatamente irritante”.

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