10 Condivisioni

 È così chiaro che non ci sarebbe neanche bisogno di tradurre: mica è un messaggio subliminale quello, ma una sentenza o perlomeno un aut aut, qualcosa che ci somigli, e non vagamente. «Dipende dal club e da chi comanda». E quindi, proprietà transitiva, dipende ormai esclusivamente da Florentino Perez, al quale James Rodriguez si rivolge un giorno sì e l’altro pure, live o attraverso un collegamento in differita: c’è sempre un buon motivo per ricordargli che il Napoli chiama e la risposta è già pronta, ma da un bel po’, da quando nel gennaio scorso nacque quell’idea in Carlo Ancelotti. «Io ora sono qui, alla Coppa America, ma…». Ma domani, è scritto nei secoli dei secoli, è un altro giorno e si vedrà…

James Rodriguez si è promesso a Carlo Ancelotti

PRESSING – Il calcio del Terzo Millennio è mutato e quello che lo muove, anche i codici mediatici, ha un potere persuasivo che fa sfruttato seguendo istinto e desideri o anche strategie elementari ma frontali, che non prevedono dribbling: «Real Madrid o Napoli? E’ il club che decide». E cioè il Real Madrid, nella persona di Florentino Perez, che sta parlando – lo ha fatto e lo farà ancora – con Jorge Mendes, il super manager di James Rodriguez, il gran ciambellano d’una storia che ha i suoi tempi, sui quali è superfluo o persino rischioso azzardare: è sempre il momento buono per lasciarsi andare, dire di sì, definitivamente, alle proposte e chiuderla lì. Ma è chiaro, ed umano, che ognuno faccia il proprio gioco: il Real Madrid spera che gli effetti della Coppa America siano così dirompenti, da scuotere l’universo e indirizzarlo intorno a quel talento sudamericano che sta incantando anche adesso e che però si è già promesso al suo maestro, in arte Carlo Ancelotti.

LA LINGUA – E allora, la fase successiva prevede altro: ribadire quello che si sa e che per James Rodriguez l’unica destinazione gradita resta il Napoli, che ha definito un piano e vorrebbe ultimarlo rapidamente. Un prestito oneroso da dieci milioni di euro, un riscatto obbligatorio – nel 2020 o nel 2021 da ventisette – e poi quindi l’ok per far firmare al colombiano il quinquennale, scadenza 2024, da 6,5 a stagione. C’è persino l’adesione sui diritti d’immagine e a questo punto manca solo andare a scuola e imparare l’italiano: «Perché il mio è pessimo». Ma si impara in fretta, e poi Ospina, che è il suo ex cognato, potrà agevolarlo e comunque un insegnante si trova e tra una finta e l’altra, a ventotto anni, ci vuole niente: «Ma io non so ancora dove giocherò nella prossima stagione e in questo preciso momento il mio unico pensiero è la Coppa America. Però, la decisione non è mia ma del Real Madrid». Corrieredellosport

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.