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Amici di Tuttomercatoweb.com, buon pomeriggio! La nostra redazione vi dà il benvenuto alla diretta testuale dell’intervento di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, attraverso le frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli

15.06 – De Laurentiis è ora in onda sull’emittente partenopea. 

15.07 – C’è entusiasmo intorno al Napoli. “Menomale, intorno al Napoli non è mai mancato”.

15.08 – Che ritiro vive il Napoli? “Credo molto tranquillo, sereno. Come si addice a un ritiro, tutti concentrati e pronti a dare il meglio di sé. Sabato avremo la prima amichevole, contro il Benevento. Quindi incontreremo un vecchio amico come Maggio, ma anche Roberto Insigne e Filippo Inzaghi”. 

15.09 – Che calcio vorrebbe? “Bisognerebbe parlare per giornate intere, il problema che c’è da tantissimi anni è che in questo Paese tu parli ma la gente non ascolta. E’ distratta, oppure fa finta di non capire. Forse non vuol capire, spesso non vogliono capire il messaggio”. 

15.10 – Arriva la domanda di Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport che chiede a De Laurentiis: “Cosa ne pensa della Superlega?” “Credo ci sia una grande ignoranza, nel senso di ignorare le cose non avendo partecipato a tutte le riunione susseguitesi all’interno dell’ECA. Ora bisogna spiegare che l’ECA è l’associazione dei club europei dove albergano 232 club, più di 100 sono fattivi e decisionisti nel consiglio dell’associazione. Gli altri sono soci con presenza ma senza potere decisionale. L’ECA è stata l’unica associazione di club privati che s’è contrapposta con grande fermezza ed educazione alla UEFA e alla FIFA, reclamando il ruolo importantissimo dei club. Tramite l’ECA siamo arrivati a una serie di vantaggi per i club, io ne faccio parte e sono il chairman della comunicazione e del marketing. Agnelli non vuole fare una Superchampions per pochi eletti, anzi lui cerca di allargare democraticamente la possibilità di allargare a club meno blasonati. Il problema va un momento ridimensionato e impostato in altro modo: se parliamo del 2024-2027 parliamo di un periodo distante, oggi non si può parlare di qualcosa di lontanissimo. Oggi già sei mesi o un anno è un tempo lontano, noi vogliamo stabilire le cose di triennio in triennio. E’ una cosa stupida, perché la gente non sa lavorare. Se uno ha capacità imprenditoriali e commerciali, deve saper ottenere delle situazioni positive in pochi mesi. Il calcio che vorrei dovrebbe essere animato da gente giovane, non da gente che basa le decisioni su esperienze del passato. Vorrei gente capaci di offrire una quasi illogica esperienza del futuro, sembra difficile dirlo ma serve gente capace di proiettarsi nel futuro. Bisogna essere visionari, nel senso di prevedere quando può accadere. Ad Agnelli ho detto di interessarsi di come far tornare i bambini al calcio, perché si stanno allontanando a causa degli electronic-games. Forse il calcio è noioso, tranne poche gare. Soprattutto nelle fasce minori, le gare non creano grosso interesse. I millennials e la generazione Z s’è fermata al 2013, siamo in ritardo di sei anni. Io ho un’idea per il Ministro dell’istruzione, inserendo ‘tattica e tecnica del calcio’ nelle classi intermedie. Due ore a settimana per far vedere le grandi partite, per far capire come funziona il calcio. I bambini vanno coinvolti in maniera ludica, il nostro Paese è stato fregato dai politici. Non hanno mai pensato ai giovani, preoccupandosi solo di fare bisticci ideologici tra scuola pubblica e privata”. 

15.18 – Ancora De Laurentiis: “Superlega? Prendendo lo spunto da Tebas, che ha fatto il rivoluzionario a oltranza, non puoi andare a Nyon e alzarsi dopo cinque minuti. Bisogna avere la forza di prendere Ceferin e dire che se vogliamo lo togliamo dalla sua posizione, iniziando a martellarlo in qualche situazione. Io parlai di Blatter e Platini, non credo di essermi sbagliato più di tanto. Il problema è parlare, parlare, parlare. Bisogna iniziare a pensare, dicendo di organizzare cosa vogliono i media. Loro rappresentano la volontà di un pubblico reale e virtuale, non parliamo solo di migliaia di fan ma di milioni di spettatori. Bisogna capire cosa fare e l’interesse da fare, non bisogna rovinare il calcio nazionale. Anzi, è una fucina di valori e va preservato. Non va tolto dal weekend. Mi chiedo perché fare una Champions e una competizione da morti di fame? Mi riferisco all’Europa League. Non capisco perché la Uefa voglia fare la parte del leone. Con tutto il rispetto per le istituzioni calcistici, che servono per i regolamenti univoci. Altrimenti Tebas ha ragione a dire che bisogna gestirsi, l’ECA deve poter organizzare il campionato europeo. Potrebbe essere un’unica competizione, la Champions League, comprendendo anche le squadre dell’Europa League. Magari senza creare troppo dislivello economico. Si potrebbe fare una Champions per i grandi Paesi, un’altra per altri Paesi, poi metterli di fronte per decretare il campione”. 

15.24 – Tempo effettivo nel mondo del calcio? “Ci sono stadi che sembrano degli acquari. Il tempo si ferma e, tranne in qualche momento, per il fatto che non c’è un commento come in tv sembriamo veramente in un acquario. Allora mi sono sempre detto: ‘Forse è il momento di evitare quest’interruzione di 15 minuti tra i due tempi’. Forse sarebbe bello interromperlo ogni 10′, con un fermo di due minuti e il tecnico che chiama a sé i ragazzi per dare indicazioni. Poi servirebbe un intervento di FIFA e UEFA, per cambiare e ricambiare tutti i calciatori che vogliamo. Se il mercato tiene banco sotto ogni aspetto, è giusto vedere anche questi calciatori giocare. Posso benissimo far giocare un calciatore, lo tiro fuori e rimetto l’altro. Come accade nel basket, non capisco perché non possa esserci nel calcio”. 

15.27 – Oggi i ragazzi in campo lavoravano col sorriso, il Napoli è una grande famiglia. “Sono tutti straordinari, c’è l’aria giusta e la voglia di mettersi in mostra sabato contro il Benevento. La partita andrà in onda su Sky, poi verrà riproposta su Canale 8 in free-tv. Poi anche Tv Luna potrà trasmetterla in chiaro verso quell’ora”.

15.28 – Il rientro dei vari nazionali? “Credo che la levatura internazionale sia evidente, c’è stato un periodo del dopo Maradona e prima del nostro avvento in cui il Napoli aveva pochi calciatori nelle nazionali. Da quando siamo tornati in A abbiamo avuto Quagliarella, Lavezzi, Cavani, Higuain e tanta di quella gente impegnata con le nazionali. L’internazionalizzazione del club era avviata perché era logico così, il Napoli ha vinto poco però sono cambiati i tempi e il calcio è diverso dal passato. Soprattutto credo che il Napoli abbia perso tempo nei primi 50 anni, non se ne può fare una colpa a nessuno. Quando vedo i tifosi vorrei accontentarli, mi chiedono di vincere lo Scudetto. Mi fanno venire amarezza da un lato, poi anche la simpatia dall’altro. Bisogna sentirsi uniti a questo brand e a questa maglia, siete napoletani e non si può non gioire del fatto che da dieci anni di fila siamo nelle coppe europee. Più di questo non siamo riusciti a fare, a me dispiace non aver fatto di più. Per me sarebbe facile raccogliere energie per vincere Scudetto e una coppa europea, per poi fallire subito dopo. Ma questo non è logico per una città straordinaria come Napoli. Poi ci sono alcuni napoletani insoddisfatti che si sono legati a Milan, Inter e Juventus. Noi andiamo avanti con la tenacia e la cazzimma che non deve mai mancare, rispettando regole e l’economia di un club che non ha debiti con nessuna banca”.

15.37 – I cori di discriminazione territoriale? “Mi sono sempre detto: se il calcio negli stadi è quello che serve ai governi per tenere tutti buoni, sereni e tranquilli invece di scendere in piazza e fare la rivoluzione, va benissimo. Però, se vogliamo affrontare il problema in modo deciso, com’è che solo in Inghilterra sono state trovare soluzioni? In Inghilterra non s’è mai vista una persona alzarsi e insultare un calciatore per razzismo, in quel caso arriva uno steward e ti porta fuori”.

15.40 – Arriva una telefonata al presidente del Napoli, il giornalista Valter De Maggio durante l’intervista ironizza: “Presidente, è una telefonata che arriva dalla Colombia? E’ James?”. De Laurentiis risponde così: “Magari. E’ nei nostri cuori, soprattutto di chi lo ha allenato. Dunque di Carletto. Il suo problema è che bisogna fare i conti col Real Madrid. Chi vivrà, vedrà. Noi siamo duri, non vogliamo cedere alle richieste ingiuste del Real Madrid. Speriamo. Non abbiamo fretta, la nostra è una squadra già molto forte. Non abbiamo bisogno di iniezioni particolare, servono dei colpi ma bisogna farli in due: c’è bisogno di chi compra e chi vende, noi vogliamo acquistare senza commettere errori”. 

15.43 – Domani è previsto un incontro con Wanda Nara per trattare l’arrivo di Icardi al Napoli? “E’ una stupidaggine colossale, l’ho incontrata tre anni fa e non ho intenzione di rivederla. Mi è stato sufficiente quell’incontro, non c’è motivo di rivedersi. Icardi non rientra nelle necessità attuali del Napoli, l’ha detto anche Ancelotti. Sarebbe fare un torto agli altri, quando lo chiesi era un altro momento storico. Era quando si infortunò Milik, poi fu bravo Sarri a far diventare Mertens un calciatore capace di segnare più di 30 gol”. 

15.45 – Possibile vedere un Napoli con un 4-2-3-1 composto da Meret, Di Lorenzo, Koulibaly, Manolas, Ghoulam, Allan, Fabian, Callejon, James, Insigne e Milik? “E’ una possibilità”.

15.46 – Verdi, Younes, Zielinski e Mertens in avanti? “Quindi se acquisto Elmas non gioca da nessuna parte?”

15.47 – Dunque comprerà Elmas? “E’ ipotetico, i tifosi vorrebbero 33 formazioni (ride, ndr)”. 

15.47 – Elmas arriva la prossima settimana? “Bisogna stare tre settimane qui in Trentino (ride, ndr)”.

15.48 – Come saluta i tifosi del Napoli? “L’azzurro ci riempie la vita. L’azzurro del Napoli e della nazionale sono protagonisti e non fa torto a nessuno. Ci fa piacere essere tutti tifosissimi del Napoli”.

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