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Ancelotti nella sua fama di giocoliere le ha tentate proprio tutte tutte. E gli riescono. Avvicinarsi alla Juve con un modulo smontato e ricostruito, una formazione ancora una volta rinnovata. L’infortunio muscolare di Verdi spinge l’allenatore ad inserire Fabiàn Ruiz nel 4-2-3-1 allestito dopo i recenti successi con il 4-4-2, specialità della ditta. Decisione che le buone stelle condividono, perché proprio Fabiàn schierato a sinistra nel terzetto offensivo indovina il gol del vantaggio con un destro a giro preso in prestito da Insigne. Il precoce vantaggio dà al Napoli l’illusione di poter dominare senza affanno: nel primo tempo è suo il 70% del possesso palla, si naviga in un mare quiete, ma Ancelotti scorge un difetto e lo corregge subito senza alterare il 4-2-3-1. Inverte Zielinski con Fabiàn: il polacco avanza come terzo a sinistra, lo spagnolo arretra nella mediana a due accanto ad Allan. La lentezza dell’Udinese sostiene le ragioni degli azzurri. Se la cava il Napoli, quando dal disordine nella cabina della Var l’arbitro nascosto Chiffi invita Mariani a correggere la sua decisione. Ha appena ammonito Milik per un intervento in scivolata. Giusto. Ma dal buio Chiffi insiste, come dire: collega Mariani forse sei stato troppo buono, questo sembra da rosso, vieni a vedere. In quella infelice svolta scudetto dell’ultimo campionato, Inter-Juventus, l’inflessibile Orsato respinse l’invito. Poteva mai buttare fuori Pjanic, punirlo per quel colpo di martello sui piedi di Vecino, disturbare la Juve già esterrefatta dopo la sconfitta interna con il Napoli? Orsato scacciò dalla sua mente il dubbio che poteva infastidire la Juve. Mariani, senza cadere nel fascino del bianco e nero, va a vedere. E conferma il giallo. Chiffi, in sintonia con il suo vice Valentini, dalla camera buia si fa notare ancora. Vede qualche ombra di fuorigioco sull’azione che porta Opoku a respingere con la mano. Palla sul dischetto ma ricomincia la ricerca della verità, che è quella di Mariani e non della sospettosa coppia del Var. Riesce a mettersi in evidenza Ancelotti e con successo: i suoi cambi, sarà un caso, annunciano secondo e terzo gol. Hamsik per un pesante Milik, fuori Zielinski per Rog se tradusce in gol la sua ansia di giocare. Quest’anno c’è chi lo libera dalle catene della panchina. Non è neanche un caso che la Juve sia più vicina. Meno 4, e non finisce qui. Antonio Corbo. Repubblica

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