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Ecco quanto scrive la Gazzetta dello Sport: “Al di là del turnover e di qualche infortunio il tecnico ha proposto nove formazioni diverse in altrettante gare. E con almeno tre moduli diversi: è partito col 4-2-3-1, tornato al 4-4-2 dopo le prime due di campionato con esperimenti di 4-1-4-1 e passaggi momentanei al 4-3-3. Ne deriva anche che diversi giocatori, specie i centrocampisti, si sono cimentati in ruoli diversi. E se è vero che l’allenatore ha voluto giocatori eclettici in mediana, è altrettanto vero – in assoluto e non solo per il Napoli – che gli automatismi nascono dalla ripetizione di movimenti e se si cambia spesso ruolo magari qualcuno potrebbe soffrirne”.

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