Condivisioni 0

Era il giorno di Hamsik, il giorno in cui il capitano entrava per l’ennesima volta nella storia azzurra. Il Napoli non poteva perdere in una giornata così.

Che gli azzurri abbiano perso la brillantezza di altri tempi ormai è un dato di fatto, ma che abbiano perso tanta lucidità sotto porta, lascia un po’ tutti con l’amaro in bocca. Il Napoli non è più così bello da vedere ma, paradossalmente, continua a creare tanto, ed il fatto che non riesca a sfruttare tutte quelle occasioni fa rabbia. Fa rabbia a loro, ai tifosi e a Sarri. Il solo pensiero di poter stravincere anche giocando male, si scontra con una realtà ben diversa. Si scontra con tutte le occasioni mancate ed il vantaggio beffardo ed immeritato di Sassuolo e Chievo Verona.

Ma quella di domenica è stata tutta un’altra storia.

Quella di domenica è una storia durata quattro minuti folli, quattro minuti pieni di cattiveria e di passione, quattro minuti che cambiano ogni prospettiva e ridanno fiato ad una città intera.

Milik e Diawara, spettatori come tanti fino a questo momento per scelta o per sfortuna, criticati o dimenticati. Milik e Diawara adesso protagonisti che difficilmente riusciremo a dimenticare. Due gol in quattro minuti, gli ultimissimi quattro minuti. Due gol che cambiano il corso della stagione e tengono viva una speranza troppo grande. Due gol che fanno urlare e fanno piangere adulti e bambini, tifosi e profani, accaniti e distratti.

Come dicevo prima, questa è una storia folle di quattro minuti e due gol, nel giorno di Marek e della sua fedeltà a questi colori, nel giorno di Milik e di Diawara, nel giorno di tutti quelli che si aggrappano con le unghie alla speranza più grande che hanno.

Prossima tappa: Milano. Per continuare a scrivere e a sognare.

“IL PEGGIOR PASSO E’ QUELLO DELL’USCIO”

Roberta Turco per Azzurrissimo

LASCIA UN COMMENTO