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Da oggi la nostra giovane e brava Ludovica Carione inizia a curare una rubrica dedicata ai luoghi di Napoli. Prima tappa: lo Stadio San Paolo

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La caratteristica di Napoli e dei suoi abitanti, ciò che rimane impresso ai turisti in visita, è il rapporto indissolubile tra la squadra e la città. Non si può evitare, quindi, in riferimento ai suoi luoghi distintivi, di soffermarsi sullo Stadio San Paolo, il cuore del tifo partenopeo.

Originariamente chiamato Stadio del Sole, prese presto il nome attuale in onore di Paolo di Tarso, che si dice fosse giunto nell’attuale zona di Fuorigrotta, quartiere che ospita la struttura. Alla fine degli anni ’80, invece, si era pensato di intitolare lo stadio ad Attila Sallustro.

Dopo essere stato inaugurato  il 6 dicembre 1959, ospitò presto, il 6 gennaio dell’anno seguente, la gara di Coppa Internazionale tra Italia e Svizzera. 

Inizialmente, con una capienza di 87500 spettatori in piedi, lo stadio era progettato su un solo anello ma ne fu aggiunto uno inferiore, al di sotto del livello stradale. Fu poi realizzato un terzo anello, in seguito delle ristrutturazioni in occasione dei campionati europei del 1980 e dei campionati mondiali  ospitati dall’Italia nel 1990, ma fu poi inibito agli spettatori che, esultando, causavano forti vibrazioni alla struttura e alle zone circostanti. 

Dopo bene 23 anni, nel 2010, seguirono le prime operazioni di restyling, con la sostituzione del terreno di gioco, l’aggiunta di 200 posti e l’installazione di nuovi schermi. Gli ultimi restauri, compiuti nel 2011, hanno avuto lo scopo di mettere in atto le norme richieste dell’UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2011-2012, occupandosi della rimozione della rete di protezione del settore ospiti, lasciando la gabbia sul settore inferiore, e del cablaggio della sala e tribuna stampa.

Nonostante gli ultimi aggiornamenti risalgano al 2013, è ancora in stand by un progetto risalente al 2010, che sarebbe stato messo in atto nel caso fosse stata assegnata all’Italia l’organizzazione di Euro 2016. Il progetto prevede l’eliminazione della pista di atletica, il rifacimento degli spalti, lo smantellamento del terzo anello e una nuova copertura, aumentando non solo i posti a sedere, ma anche i posti riservati ai diversamente abili. 

Pur necessitando ancora di ulteriori lavori di manutenzione e modernizzazione, è innegabile il posto che lo Stadio San Paolo riveste nel cuore dei tifosi, palcoscenico, da sempre, di grandi campioni.

Ludovica Carione

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