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L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si sofferma su Lorenzo e CR7, perché la Supercoppa potrebbero deciderla loro. Non esiste giocatore più decisivo di Cristiano in una partita dentro-fuori: “Una Treccani di precedenti lo dimostra. Pirlo ci conta e spera che la cornice da finale risvegli il fuoriclasse che ha fatto da triste comparsa nei due match di San Siro. Pirlo ha provato ad avvicinarlo a Morata e alla porta, a renderlo più centravanti, come gli aveva chiesto invano Sarri. CR7 produce tantissimo, ma sempre in proprio. E’ un piccolo, grande mondo a parte. Soprattutto a palla persa: ne recupera 1,93, un quinto di Insigne (5,43). Con questo contributo, difficile per Pirlo organizzare il pressing. Per questo stasera probabilmente Kulusevski sostituirà Morata: un attaccante da lavoro a sostegno della sofferente mediana di San Siro”.

Insigne invece è pienamente inserito nell’organismo della squadra, di cui è l’equilibratore in entrambe le fasi: “Stasera cercherà di trasformare Petagna nell’Higuain che segnò una doppietta nella Supercoppa vinta a Doha nel 2014 sulla Juve. Lorenzo, da capitano, vorrebbe sollevarne un’altra, la terza, e dedicarla a Maradona che alzò la prima, 1990, nello stadio che oggi porta il suo nome, dopo un 5-1 alla Juve di Maifredi”.

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