Non sempre è un Napoli spettacolo, e forse sarebbe un’anomalia se lo fosse sempre. Voglio dire: in tutte le partite e in tutti i 90 minuti per intero. Intanto però le sue partite continuano a finire con tre gol: Verona, Atalanta, Bologna. Il Napoli è ormai una macchina, un orologio che scandisce il tempo con precisione assoluta. La grande nazionale olandese degli anni 70, quella di Cruyff, fu soprannominata Clockword Orange proprio per la perfezione e la precisione dei suoi movimenti. (Non c’entra niente la violenza della gang del film di Kubrik).

Il Napoli, in alcuni momenti, richiama qualcosa del genere, un meccanismo raffinato, metodico, che controlla le partite in maniera molto facile e naturale, poi ad un certo punto accelera, affonda e colpisce con i soliti uomini. In particolare il micidiale trio Insigne-Mertens-Callejon. Quello che ha vinto abbastanza agilmente a Bologna – sia pure non in maniera così schiacciante come sembrerebbe dire il risultato -, è un Napoli che viene direttamente dalla scorsa stagione e che ha puntato tutto sul consolidamento e il perfezionamento dei suoi meccanismi di gioco.

Nella squadra titolare e nei tre subentrati (Reina – Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam, – Allan, Jorginho, Hamsik – Callejon, Mertens, Insigne, più Albiol, Diawara, Zielinski) non c’era neppure un giocatore nuovo, proprio a dirci che Sarri detesta il mercato, e che i calciatori preferisce plasmarseli lui a suo piacimento. Perché deve inculcare loro il gioco, indicarne i corridoi da percorrere, liberarne la fantasia, farli scavallare negli spazi che sa inevitabilmente si creeranno una volta aperta la partita col classico apriscatole. Assist di Insigne e gol di Callejon.

Il Bologna ha cercato di contrastare l’avversario superiore schierando una squadra ricca di punte e trequartisti, un po’ secondo lo schema (fallimentare) di Ventura a Madrid, riuscendo anche a dare parecchio fastidio all’avversario e impegnando più di una volta Reina. Ma alla fine la stanchezza e il deficit di concentrazione hanno generato errori che il Napoli ha sfruttato perfettamente, esibendo mezzora di gioco praticamente perfetto. In stile barcellonista o olandese, vedete voi.

Il Napoli si aggancia così a Juventus e Inter in testa alla classifica (in attesa del recupero di Samp-Roma). E lo fa con una partita brillantissima per una mezzora. Meno, molto meno nel resto del tempo. Su Napoli e Juve peserà molto la Champions League, l’Inter avrà il vantaggio di giocare una stagione più leggera. Sarà questo davvero il suo punto di forza come dicono tutti secondo uno scherma ormai scontatissimo? Può essere, anche se io non ne sono così convinto. Una bella Champions è adrenalina pura per una grande squadra. Sia come sia, per ora il campionato ci diverte parecchio, e se continua così fino alla fine sarà una festa ogni domenica.

Fabrizio Bocca per Repubblica

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