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Ecco quanto ha dichiarato in conferenza stampa il commissario tecnico dell’Italia Giampiero Ventura: “Non mi sono dimesso, sono arrivato in ritardo perché ho dovuto salutare ogni giocatore con cui ho avuto un rapporto. Nel calcio la responsabilità è dell’allenatore, quando non si ottiene un risultato è colpa sua. Questo è un risultato dal punto di vista sportivo pesantissimo, ero assolutamente convinto di passare e la partita di stasera l’ha testimoniato. Ma il calcio è fatto di questo, so accettarlo. Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro, sono orgoglioso di aver lavorato con grandi campioni e con altri a cui auguro di diventarlo. Sono dispiaciuto perché lo stadio stasera era unico, ho capito cosa significa allenare la Nazionale. Ringrazio il pubblico di San Siro, poi il fatto che avremmo meritato o meno è di secondaria importanza. Ora parleremo con la Federazione, c’è da valutare un sacco di cose. Con Tavecchio parlerò con i soliti toni, il fatto che i senatori abbiano detto addio lo sapevamo, la posta in palio era il Mondiale, il loro Mondiale, il Mondiale degli altri, anche il mio… Sono estremamente dispiaciuto, gliel’ho detto. Per il resto non posso parlare di una cosa non è avvenuta. Fino alla partita con la Svezia eravamo esattamente nella stessa posizione che ci aspettavamo. La colpa è di aver fatto due partite senza fare un gol e subendone uno. Qualsiasi parola adesso sarebbe inutile. La mia voglia di continuare? Questo è un argomento che potrà essere trattato ma non dipende da me, e in questo momento non mi sento di affrontarlo, perché ho uno stato d’animo che non me lo consente. Ci vedremo e dirò tutto quello che ho passato e penso, ascolterò e poi qualsiasi cosa verrà partorita sarà accettata. Chiedo scusa agli italiani per il risultato, non certo per l’impegno e la volontà. Cosa si è rotto dopo Madrid? Difficile parlare di calcio adesso, ma la partita di stasera ha dimostrato che non si è rotto niente, altrimenti non fai novanta minuti con quella determinazione. L’unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani, senza che questo vada a intaccare sulla nostra professionalità“.

  • Goldstein

    Andrea88 • 10 ore fa
    Iniziassero a smetterla dai settori giovanili con la tattica sfrenata e il risultato come unico obiettivo… BASTA!
    Ve lo dice uno che ha fatto un intero settore giovanile di serie A, abbiamo paura a tentare dei dribbling, una giocata vera, tutti robottini che eseguono il compitino, stop.
    Finiti i Totti, i Del Piero il talento è finito. L’unico che ne ha viene clamorosamente umiliato come stasera.
    Movimento da rifondare in toto.

    Ti rispondo di qua.
    Il problema è più generale, anche negli altri sport di squadra si insegue SOLO la vittoria, così l’allenatore giovanile ha il Curriculum buono.
    A nessuno più interessa il “ragazzo”, farlo maturare e crescere, prima come uomo e poi come giocatore.
    Non si insegna più a leggere quello che succede in mezzo al campo, solo ed unicamente ad eseguire uno schema.
    Il bello è che queste cose vengono anche ripetute ai corsi per allenatori, ricordandoci che i ragazzi non devono pensare, ma eseguire.
    Purtroppo io da allenatore con tutti questi ci combatto di continuo e ti assicuro che non è semplice.
    Far capire ad esempio a un ragazzo che è meglio se recupera totalmente da un infortunio, piuttosto che mandarlo in campo per una vittoria in più.
    Qua mi risulta più semplice, gli faccio vedere le mie cicatrici e si convincono a non voler fare la stessa fine (io sono uno di quelli che veniva schierato anche se stavo con una gamba sola).
    E poi ci sono i genitori, contenti solo quando il proprio figlio/a vince. Non capiscono lo sviluppo e il lavoro a lungo termine, quello che farà appassionare il ragazzo/a a quel determinato sport. Quella passione che lo porterà a fare un campionato CSI anche a 40 anni suonati, oppure andare a giocare ai campetti in estate.
    E’ un grande problema di mentalità e purtroppo in Italia la mentalità SPORTIVA è completamente ASSENTE!

    • Andrea88

      Non è un caso che continuiamo a sfornare allenatori come se piovesse ma di grandi giocatori nemmeno l’ombra. Cosa che ormai avviene in tutti i nostri sport di squadra come giustamente fai notare tu.
      Vedo poco divertimento, invece vedo tanta paura di sbagliare, avendo nella testa il solo obiettivo del risultato a tutti i costi.

      Si punta al contratto milionario, parliamoci chiaro. Poi giocano in Europa e se la fanno sotto perché sono abituati ad eseguire i compitini, nessuno che abbia la sfrontatezza di rischiare delle giocate.

  • Marittiello, detto Mary – FNS

    e chissenefrega ….
    al netto delle ovvie ripercussioni sul campionato

    e’ il consuntivo di una “oculata gestione dei -costi- dei settori giovanili”
    cioe’ a totale zero
    con il convinto plauso della claque con la pettola per le plusvalenze di mercato

    ma faciteme o’ piacere…
    selfiamoc con il nostro orticello cinese

    FNS, nonostante ADL grande elettore di Tavecchio

  • Luis05
    • symbian

      Che trio!

  • Andrea88

    Sono le 10:30 del giorno dopo e ancora nessuno che si è dimesso, anzi Tavecchio dice : “Prendo 48 ore per riflettere”.

    Non abbiamo speranze.

    • Luis05

      da vecchi marpioni aspettano che sfumi un po’ la rabbia generale…………così da risistemare il tutto a loro piacere.

      tanto levatuvell a cap che cambieranno qualcosa.

  • forzanapoli978 compraci cavani

    Ormai è un lento declino.

  • AntonioMarano

    E’ inutile insistere, la via della guarigione, Aurelio, l’aveva indicata. Non volete capire e siete radicati ad un sistema fallimentare.
    Il calcio non è più passione e sacrificio per esso, ma una fabbrica che muove denaro risultando addirittura terza forza in Italia.
    Lo volete capire?
    Per gestire queste cose ci vuole organizzazione e menti elastiche pronte ad essere imprenditori del pallone e non politicanti al soldo delle banche.
    Lo volete capire che “il banchiere laziale” e compagni hanno messo insieme un settore da cui non se ne esce, che manco il miliardario indonesiano ci è riuscito? Tutti i miliardari succeduti, falliti, inquisiti e spariti dal pallone… mentre loro ci stanno sempre!
    Il DeLa ha approfittato di tali agganci; si è preso il vantaggio; se li è “appecorati” e ora che combatte per il vertice, deve lottare da fuori e da dentro perché c’è gente che non capisce.
    Mi dite che c’entra con una Italia fuori dal mondiale 2018.
    C’entra, cavolo che c’entra!
    E’ una lobby! Non si muove foglia se non si produce debito a favore di!!!
    Quello che non conviene si fa; anzi più è fallimentare e più si persegue.
    Le alternative?
    Altre lobby. Non c’è scampo!
    Dovrebbe intervenire la politica, ma è uno Stato che non è governato da anni e quindi che speranze abbiamo?
    Settori giovanili? Ma finiamola con queste sciocchezze! Abbiamo più scuole calcio che scuole dell’obbligo in Italia.
    1) Mancanza di cultura sportiva.
    2) Tutela di chi si assoggetta alle scelte dei politicanti in federazioni a discapito del talento.
    3) Disorganizzazione nella gestione delle risorse dei settori giovanili (prostituzione verso squadre minori per chiedere un minutaggio in campo congruo del proprio tesserato).
    4) Possibilità d’investire affossata dalla burocrazia e comunque già fallimentare in partenza grazie al poco sviluppo nei campionati che contano (necessitano le seconde squadre come avviene nei maggiori campionati d’Europa).
    5) Le squadre che producono debito devono essere trattate come qualsiasi azienda di ogni settore. Si va in galera o ne paghi per sempre penalmente i danni.
    6) Meno squadre e più attrezzate.
    7) Meno potere ai procuratori.
    8) Stadi moderni e che siano uno sprono per frequentarli e non un sacrificio a seguito di una passione.
    Non è così difficile!!!

    • Wpocho

      Hai fatto un bel sogno stanotte.

    • Fra’ Papp0ne© – aka Prudenzio

      Questo ADL ”fuori e dentro” mi mette i brividi…