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A Parma l’ingresso di Osimhen e il cambio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 è stato dirompente. Ma a inizio settimana, nell’analisi della partita, Gattuso e il suo staff hanno riproposto delle clip proprio alle due stelle del centrocampo per far capire loro che al di là del sistema, il problema è di approccio. Il Napoli del primo tempo al Tardini era lento nel giro palla, le sue mezzali non tentavano verticalizzazioni e inserimenti e l’azione era prevedibile. Cosa che Gattuso ha spiegato già nell’intervallo e in effetti un taglio di Zielinski a inizio ripresa – ancora col 4-3-3 – ha mostrato la differenza di passo. Poi col 4-2-3-1, con un maggior riempimento dell’area, far gol è diventato meno complicato. 

Fabian Ruiz

Quello che oggi non è possibile e un domani potrebbe alzare l’asticella degli obiettivi stagionali è una squadra che riesca a essere equilibrata con 4 giocatori offensivi più Fabian e Zielinski in mediana a inventare e dare qualità. Gattuso sa benissimo che oggi questa può essere una soluzione in corsa, ma non un sistema con cui partire. Ma ci sta lavorando, puntando sui due gioielli (lo spagnolo e il polacco) per far assimilare movimenti, coperture e atteggiamenti aggressivi che diano al Napoli il filtro giusto. Bastasse mettere più attaccanti per vincere le partite, lo farebbero tutti. Ma il calcio è affascinante proprio per questo. Il Napoli sta provando a volare alto. Per farlo avrà bisogno del massimo apporto di tutti i suoi giocatori migliori. Gazzetta

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