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Allan, tra i presunti capi della rivolta, è quello che arriva per primo a Castel Volturno. Deve smaltire la distorsione alla caviglia e quindi svolge lavoro personalizzato. Ancelotti sceglie di non parlare alla squadra, di non affrontare questioni legate alla prestazione di sabato sera con il Genoa. Il ds Giuntoli prova a smorzare il clima pesante: sono il pareggio e la crisi in classifica a pesare più dell’ammutinamento della settimana scorsa. Un tema che viene messo da parte, almeno nei momenti in cui i giocatori incrociano lo staff tecnico e i dirigenti. Con tredici nazionali fuori, Callejon e gli altri mettono anche da parte l’ipotesi di una conferenza in cui spiegare a tutti come sono andate le cose nelle ore successive la rivolta del San Paolo. Se ne parla, nel caso, alla vigilia della partita con il Milan.

Difficile che Aurelio De Laurentiis ci passi sopra: sta solo valutando quale potrà essere la mossa migliore. D’altronde, anche il fatto che venga dato così risalto ad episodi che gli inquirenti considerano di criminalità comune (il furto della autoradio della moglie di Zielinski lascia per i carabinieri pochi spazi al dubbio ma anche l’effrazione a casa Allan va in questa direzione) non viene visto bene dalla società. Troppi allarmismi, troppo clamore. Anche in vista del futuro. Ed è per questo che viene lasciata spalancata la strada di un’azione legale per giusta causa basata su danni d’immagine provocati dagli atteggiamenti dei calciatori. Ciascuno di loro firma, infatti, oltre alla cessione delle prestazioni sportive, un contratto per la cessione di diritti di immagine. Gli avvocati azzurri starebbero studiando come, multa a parte per violazione dell’articolo 11 dell’Accordo collettivo, rivalersi anche sotto questo aspetto. Ma il braccio di ferro resta nell’ombra, in attesa che arrivino le notifiche ai calciatori. Poi anche i calciatori decideranno come muoversi. Ovvero, se tutti assieme o ognuno per conto proprio. Intanto, proprio per far calare la tensione, Jenny Insigne, la moglie di Lorenzo, in una dichiarazione a Napoli Magazine, chiarisce le voci delle presunte fughe delle wags. «Non ho paura di vivere nella mia città, come ho letto incredibilmente sul web. Sono napoletana e fiera di esserlo. Vado sempre a trovare i miei genitori a Frattamaggiore» 

Il Daily Mail torna a parlare di una possibile offerta da 560 milioni che la famiglia Al-Thani sarebbe pronta a fare per acquistare il club azzurro. De Laurentiis fino a qualche mese fa ha lasciato intendere che mai avrebbe ceduto la proprietà del club, frenando anche sull’interessamento della famiglia qatariota. D’altronde, non è la prima volta che girano voci sul presunto interesse degli emiri attorno al club azzurro. Non risulta che ci sia la volontà di De Laurentiis ad aprire una eventuale trattativa per la cessione della società che in ogni caso valuta intorno ai 900 milioni. Anche a gennaio, nell’ambito dell’operazione che avrebbe dovuto portare Allan al Psg, De Laurentiis ha valutato una serie di accordi di sponsorizzazioni con il Qatar Investment Authority. Trattative commerciali che potrebbe portare a nuovi incontri nelle prossime settimane. Se oltre la volontà ci sarà anche un’offerta concreta, si saprà presto.

Quelli che sono a Castel Volturno ammorbidiscono il clima. Ma la prestazione con il Genoa brucia perché ha mostrato il Napoli nella terra di nessuno: non sa più scatenare le vorticose ripartenze, non sa più palleggiare come insegna Carlo. Oltre al gioco, sono spariti anche gli occhi di tigre. Ancelotti deve trovare un nuovo linguaggio con la squadra, una nuova password per connettersi alla squadra: fino ad adesso non c’è riuscito. Ma sia chiaro: non è solo colpa sua. I giocatori non sono asini cui bisogna mordere le orecchie per farli correre, sono professionisti che dovrebbero imporsi motivazioni da soli. Cosa che spesso non avviene. La sosta è lunghissima, ma forse è l’ideale per ritrovarsi. Lozano rompe il silenzio stampa postando una foto sua che festeggia dopo il gol al Salisburgo, citando una frase tratta da un vecchio blog di poesie e aforismi (El Cajòn de Gatsby): «Per lasciare un segno devi toccare il suolo prima di volare». Pino Taormina per Il Mattino

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