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Allenamenti sì, allenamenti no, allenamenti quando. Il mondo del calcio si divide anche nel momento dell’emergenza coronavirus. Da una parte ci sono soprattutto presidenti come Claudio Lotito e Aurelio de Laurentiis, dall’altra medici sportivi, Asso calciatori e altri club. Lazio e Napoli, insomma spingono per tornare in campo, almeno per gli allenamenti, anche se con un piano preciso. 

L’intenzione non cambia: riprendere appena possibile gli allenamenti a Formello. Sul “quando”, però, la Lazio non ha ancora preso una decisione. E pertanto nei fatti quella volontà non ha ancora una data certa. Il club biancoceleste aveva fissato la ripresa per domani nel suo centro sportivo. La decisione non è stata ancora ufficialmente modificata, ma è certo che il centro sportivo della società romana resterà ancora chiuso ai giocatori almeno fino a mercoledì. La prima data possibile per il ritorno in campo è quindi quella di giovedì 26, ma al momento non c’è alcuna certezza che quel giorno i calciatori laziali torneranno in campo. Possibile un ulteriore slittamento all’inizio della settimana successiva. Il club, in particolare il presidente Lotito, è convinto che la ripresa sia possibile seguendo una serie di precauzioni per l’osservanza delle quali è stato approntato un apposito piano. Che prevede, almeno per un po’ di giorni, lo svolgimento di soli allenamenti atletici (niente partitelle, quindi) a gruppi di 2 o 3 giocatori al massimo. Che si allenano in campi diversi (a Formello ce ne sono sei) e in orari diversi. Separato anche l’uso degli spogliatoi (anche in questo caso c’è ampia possibilità di scelta, essendoci pure quelli delle squadre giovanili che in questo momento non sono in attività).

Lotito

Le perplessità sono tante, l’interrogativo è uno solo: perché? Si, perché. Ci si chiede il motivo per cui il Napoli debba riprendere gli allenamenti mercoledì, mentre giovedì sera 17 società su 20 sono state concordi nel fissare la data della ripresa al 4 aprile, peraltro con delle limitazioni, ovvero giocatori divisi in tanti piccoli gruppetti, in modo da limitare i contatti tra di loro. Una data indicativa, ovviamente, che potrebbe subire uno slittamento se il quadro sanitario nazionale non dovesse presentare miglioramenti importanti nella lotta contro questa pandemia. La decisione presa da Aurelio De Laurentiis ha destato preoccupazione nell’ambiente, soprattutto in un momento in cui ci sono diverse regioni del nord, che stanno contando migliaia di morti e stanno chiedendo al Governo maggiori restrizioni. Limitazioni dalle quali non può sentirsi esentato, il calcio, e tutte le sue componenti. Ecco perché pare improbabile che il Napoli possa tornare a allenarsi nel giorno stabilito dal club. Gazzetta.it

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