Napoli – Atalanta al San Paolo, sei mesi dopo quello 0-2. Ancora un incubo? Con lo stesso gioco, gli stessi uomini, non ci si deve stupire se si va incontro agli stessi problemi. Solito gol preso nel gioco aereo, solite difficoltà con le squadre che la mettono sul duello fisico individuale. Cristante segna per la Dea di Bergamo, è incubo a Fuorigrotta. L’Atalanta di fisico, di corsa, di contrasto senza paura che osa tatticamente mette in difficoltà il Napoli. Gasperini va a prendere Hamsik con un difensore centrale e lo spegne. Sarri ancora una volta va in crisi contro il Gasp. Primo tempo, ko tecnico, dominio atalantino.

Ma c’è un secondo tempo, fortunatamente per il Napoli e per la prosecuzione della stagione partenopea. Un secondo tempo valorizzato da un gesto estemporaneo, un’invenzione, un jolly. Zielinski, male stasera, con una sassata di destro sfonda il muro avversario trafiggendo Berisha. Gol fantastico. Fino a quel momento l’Atalanta era stata perfetta in ogni reparto. L’entusiasmo azzurro si abbatte sulla stordita Dea e passa in vantaggio con il duo Insigne – Mertens. Una liberazione.

Una boccata d’ossigeno per tutti. L’Atalanta è quasi al tappeto ma non molla, Gasperini prova a incitare i suoi ma i ‘due jet’ sono stati letali. Sarri cambia tutto il centrocampo e vince il match. Che mosse! I tre spenti scelti ad inizio gara Hamsik, Jorginho e Zielinski out per i tre guerrieri: Allan, Diawara e Rog che sul finale chiude con un bel sinistro il match ed è tris azzurro. La Dea è abbattuta. L’impatto dei tre centrocampisti è stato devastante. Vincente. Il Napoli l’anno scorso l’avrebbe persa questa partita, quest’anno no. Sei punti in classifica con Juventus, Inter, Milan e Samp.

Tre punti stasera di una importanza vitale. Il Napoli è in silenzio stampa, dopo la pausa si spera di poter sentire qualcuno della società di De Laurentiis.

Giuseppe Libertino