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LA parola ai numeri, l’unico fattore dalla valenza davvero assoluta e indiscutibile, nel dibattito in corso sull’autosufficienza dell’organico del Napoli. Addetti ai lavori e tifosi si stanno dividendo in due fazioni: da una parte ci sono quelli sicurissimi che il gruppo azzurro sia completo e all’altezza delle ambizioni stagionali della squadra, dall’altra quelli che invece sostengono con decisione il contrario, anche a prescindere dalla contingente emergenza per i gravi infortuni che hanno messo ko per parecchi mesi Milik e Ghoulam.

La sosta del campionato, a bocce ferme, ha acceso ancora di più i riflettori sulla spinosa questione, complice la leggera frenata della squadra di Sarri nelle ultime sfide contro il Manchester City e il Chievo, in cui molti giocatori hanno dato l’impressione di essere stanchi.

Il tridente, in modo particolare, non è riuscito a trascinare il Napoli come era successo nella fase iniziale della stagione. Ed è qui che entrano in ballo i numeri, che certificano la mancanza di alternative per Callejòn, Mertens e Insigne, costretti finora a scendere in campo senza soluzione di continuità. Tutta colpa dell’imprevedibile incidente di Milik, sostengono i sostenitori del mercato estivo, convinti (come il presidente De Laurentiis e i suoi collaboratori) che sia stata solo la malasorte a penalizzare l’eccellente lavoro della società. Ma l’emergenza in attacco sembra avere in realtà delle radici più profonde, al di là del ko del polacco.

Lo conferma il contributo quasi inesistente dato nelle prime 17 gare ufficiali della stagione dal nuovo arrivato Ounas e Giaccherini, mai promossi tra i titolari da Sarri e rimasti sostanzialmente sempre ai margini del gruppo. Le due punte esterne, infatti, hanno sommato insieme appena 10 presenze part time: 6 per il franco-algerino e 4 per l’ex jolly della Nazionale, per un misero totale di soltanto 138′ giocati.

Il Napoli si aspetta di più da entrambi, questo è certo. Ma Ounas è sparito di colpo dopo un brillante precampionato, in cui aveva dato l’impressione di avere numeri e tanta personalità. Giaccherini non ha invece mai ingranato, anche se i compagni lo ritengono un punto di riferimento negli spogliatoi (“Ci dà tanti consigli, lui sa come si vince lo scudetto “, dice Mertens) e pure De Laurentiis ne continua a sostenere l’importanza. “Nei finali di gara la sua esperienza ci aiuta”.

Ma il misero minutaggio concesso da Sarri ai suoi attaccanti di scorta racconta una verità diversa, facendo intendere che il tecnico preferisce chiedere gli straordinari a Callejòn, Mertens e Insigne, piuttosto che fidarsi di Ounas e Giaccherini. Inevitabile la conclusione: l’organico del Napoli, almeno in attacco, si sta dimostrando troppo corto. Marco Azzi

15 COMMENTI

  1. di mister prudenzio

    mi garbano assai
    – la puntuale capacita’ intuitiva di beccare per primo il pixel giusto nel maremagnum della soap opera “Adleide…la Beautiful de noantri”
    – la passione azzurrissima

    non mi garbano per niente
    – la nuova fotina ed il nuovo nick ….n’avutamiento ‘e stommaco…”quasi” esagerato…
    – lo struggente amore per il supermezzabotta Karnenzis

    ma…anche i geni hanno un cuore….

    • Anche se non hai fede assoluta in Me, ti assolvo.
      Speriamo assolvano anche me quando sara’ il mio turno #frapappone

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